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Lavorazioni tradizionali
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Una
finestra sul passato
L'economia dell'Alta Valle Camonica è stata fino a pochi
decenni fa prettamente agricola. Gli abitanti della
valle vivevano coltivando la terra, allevando bestiame e lavorando
il latte, per trarne prodotti di sostentamento. La montificazione
ed il pascolo del bestiame avvenivano in due zone distinte: in primavera
negli alpeggi situati vicino ai centri abitati ed in estate negli
alpeggi e nelle malghe ad alta quota.
L'organizzazione del lavoro nelle malghe e negli alpeggi era pressoché
uguale: il mandriano si dedicava alla custodia e al pascolo
del bestiame, mentre il casaro si occupava di tutte le operazioni
casearie. Accanto all'allevamento dei bovini, l'allevamento
di bestiame ovino ha rappresentato fino circa gli anni '50/'60 del
XX secolo l'altra fonte di ricchezza sfruttata dalle popolazioni
alpine. Le greggi d'estate avevano il loro regno in alto, dove trovavano
l'erba fine ed aromatica, di cui si nutrivano.
Il pastore, padrone e gestore del suo gregge, trascorreva lunghi
periodi nei pascoli di montagna: da maggio a luglio nelle località
intorno ai 1500 metri, da luglio a settembre sopra i 2000 metri.
Settembre segnava la fine della stagione in montagna e sanciva l'inizio
del tempo di migrazione. I pastori scendevano a
piedi lungo la valle, vagavano in cerca d'erba nelle strisce verdi
non utilizzate, lasciando la moglie ed i figli nel paese d'origine
a coltivare i campi.
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